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Le campagne diffamatorie contro le iniziative di pace non sono una novità


Alla fine degli anni ’50, il Movimento svizzero contro il riarmo nucleare lanciò l’iniziativa per la messa al bando delle armi nucleari, dopo che il Consiglio federale aveva annunciato la possibile acquisizione di armi atomiche.


Il Servizio svizzero d’informazione definì l’iniziativa «iniziativa comunista», frutto della propaganda nucleare dell’Est e quindi di origine straniera. L’obiettivo sarebbe quello di indebolire la difesa nazionale svizzera. Anche i media attaccarono la campagna e condannarono i promotori definendoli nemici dello Stato, fanatici e elementi di disturbo.


Oggi questa campagna diffamatoria si ripete nel contesto dell’iniziativa sulla neutralità. I sostenitori di sinistra dell’iniziativa, che si battono per una Svizzera non allineata, contro le alleanze militari e contro la partecipazione alle guerre, vengono diffamati come «amici di Putin» e propagandisti della Russia.


Ma allora come oggi, l’obiettivo di questi pacifisti e antimilitaristi è lo stesso: la lotta per la pace e contro la guerra!

 
 
 

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Comitato pacifista e internazionalista per la neutralità 

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